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il titolo rimanda ad un articolo apparso su ” valdarda’s blog ” il 7 settembre ….cliccandovi sopra aprite la pagina per leggere l’articolo.

http://valdarda.wordpress.com/2010/09/07/castellarquato-vs-vigoleno/

Nel prossimo week end la valtolla vivrà due grandi eventi….entrambi molto interessanti e di sicuro impatto emotivo.

L’unico peccato è che si svolgono ( in parte ) nella medesima domenica e questo un po’ ci dispiace.

In ogni caso si tratta di due grandi eventi che la nostra valle si appresta a vivere accolgiendo migliaia di turisti e visitatori al meglio.

I programmi sono riccchi e ben articolati e la scelta non è per nulla agevole ma….

Medioevo o risorgimento? Un consiglio lo troverete leggendo l’articolo del blog citato. buona lettura e a voi la scelta!

In ogni caso divertimento assicurato!

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TOPONIMI ALTOMEDIOEVALI DELLA VAL D’ARDA (1)

I “Fines Castro (Firmo) Arquatenses, i “Fines Castellana” e la “Valle” del monastero tollense.

di Giacomo  Coperchini

Premessa dell’autore: Finalmente uno storico della Val d’Arda si è accorto del lavoro, che avevo edito nel 1988, tendente a chiarire con la maggior esattezza possibile, al di là delle assonanze e delle approssimazioni, la toponomastica altomedioevale che fa capo a Castell’Arquato, Lugagnano, Vernasca, Morfasso, Alseno e Fiorenzuola. Sono pertanto debitore al professor Massimo Pallastrelli se posso presentare queste note agli abitanti della Valle dove sono nato.

TOPONIMI TOLLENSI ( estratto e sintesi redazionale- vedi nota in calce all’articolo)

Come per i Monasteri di Bobbio e Mezzano, nella fondazione di quello di Tolla, le autorità longobarde devono aver ceduto un vasto territorio demaniale per costituire la Valle in quo situm est Monasterium. Pertanto tutti i toponimi, riportati nelle donazioni regie o nelle riconferme papali e imperiali, devono essere considerati esterni a tale Valle.

La “primitiva” Valle deve essere stata costituita dalla attuale parrocchia di Monastero con la lunga propaggine verso la Val Chero, civilmente inserita nella parrocchia di Veleia di Lugagnano (Propaggine ancora più evidente quando San Michele non faceva ancora parte del comune di Morfasso).

Nell’808 il Monastero risulta, in tale zona, confinante della estesissima corte regia di Gusano, donata, da Carlo Magno, al Vescovo di Piacenza Giuliano.

Doveva essere compresa nella “Valle” anche una parte di Settesorelle di Vernasca, nel territorio della pieve di Sant’Antonino di Castro Firmo (vedi sotto), ma non nella sua diretta dipendenza, poiché nell’823 risulta, che i porcari della corte vescovile di Carpaneto devono cedere al Monastero un settimo dello scatico dei boschi di Septemsorores.

Lo stesso discorso vale per Castelletto e Vezzolacca di Vernasca, poste al di là dell’Arda (rispetto a Monastero). È noto dai “Quaderni della Val Tolla” la non completa e totale soggezione canonica delle due località alla pieve di Castell’Arquato.

A conferma di tale ipotetica situazione, si rileva che le “Valli” dei Monastero di Bobbio e di Mezzano comprendevano territori oltre il Trebbia.

Se per i due monasteri, i documenti imperiali e regi richiamano la “Valle in quo situm est monasterium”, per Tolla ciò non avviene in modo esplicito.

Circa i primi toponimi tollensi, si ha il ricordo di 21 iugeri e 46 tavole di possessi (donati a Tolla da un defunto Elmerico) costituiti dalla chiesa (e sue dipendenze) di Santa Maria in Tertuliano (o Tortiliano) (Chiesa di Santa Maria della Rotonda sul poggio Ericino, presso Vignola), nel fine Castroferonense (Frignano) e dalla foresta prope ripa fluivi Scultenna (Panaro) in loco Viniole (Vignola di Modena), e che, nell’826, l’abate Elmerico, vescovo (commendatario), cede al monastero di Nonantola di Modena, in cambio di beni, donati a Nonantola dal defunto Garibaldo, localizzati in loco et fundo Castro Arcotense, loco qui dicitur Riocivo o (Riocavo) con salae muratae, turcular, caneva, terrae seminatae, un castaneto e altra silva, terra aratoria e pascuo dell’estensione di 27 iugeri.

Successivamente la documentazione diplomatica ricorda diverse donazioni e/o conferme a partire dall’ultimo periodo carolingio.

Nell’880 Carlo III il Grosso riconosce a Tolla:

1) Cadinario: La località doveva essere localizzata presso Borla. Nell’890, a Lugagnano, in una controversia tra Pietro di Niviano e Gaidoldo di Macomero, sono presenti testimoni provenienti da Lugagnano, da Prato, da Ottesola, da Mignano, da Lacereto, da Antognano, da Aquabona (accertata località presso Villora di Varsi) e da Cadinario.  Nell’887, a Borla, Ornucco da Borla dà in livello a Pietro da Niviano beni posti a Niviano, a Lugagnano, Macomero e Mignano, alla presenza di testimoni che provengono da Borla, da Mignano, da Favale, Vernasca e Tadinerii=Cadinerii. L’identificazione delle due forme del toponimo fa propendere per una sua localizzazione presso Borla.

2) Legiolo: non identificato. (In un documento di Federico Barbarossa, Renato Vignodelli Rubrichi e Felice Da Mareto danno Segrolo).

3) Adilio: l’aferisi della vocale iniziale (ed anche della dentale), cosa accertata anche per Aminiano, ha trasformato il toponimo in Ilio, sicura grafia della pieve di Iggio di Pellegrino Parmense (Parma, ma diocesi di Piacenza).

4) Casanova: certamente la pieve di Casanova di Bardi (Parma, ma diocesi di Piacenza).

5) Vidriano: non identificato.

Nel 902, Berengario dona il castello di:

6)  Speluncha: Sperongia (costruito per contrastare pagani e predoni, saraceni e ungheri). (La pieve di Macinesso-Veleia ne rivendicherà la soggezione canonica).

Nel 963 vengono restituite al monastero le cappelle di:

7)  San Cassiano: San Cassiano di Castell’Arquato, tra l’Arda e la strada della Sforzesca.

8)  Sant’Angelo (con la corte di Mistriano): Sant’Angelo non era il titolare della chiesa di Mistriano, dedicata alla Madonna.

9)  Mistriano: certamente la località presso Castell’Arquato, detta anche Mestriano.

Nel 1014 Enrico II riconferma la “cella” di Mistriano, beni in San Cassiano e le località:

10) Lavernasco: certamente Vernasca, per quanto riguarda il castello e la chiesa di San Colombano, rettorato dotato di autonomia relativa, come evidenziato da Massimo Pallastrelli, nel territorio della pieve di Castell’Arquato, ma non della pieve arquatese. (La cella di Vernasca, ipotizzata come dipendente originariamente dal Monastero di Bobbio, non trova, che io sappia, alcun riscontro documentario, come si può vedere nelle carte edite da Carlo Cipolla, (Se i monaci tollensi hanno dedicato una “loro” chiesa a San Colombano e hanno aggiunto alla dedicazione del loro monastero anche il nome di San Gallo, compagno di Colombano, può significare una loro probabile origine “colombaniana” al tempo di Attala).

11) Lucaniano: certamente Lugagnano. Il territorio di Lugagnano, anche se rimane dipendente ecclesiasticamente dalla pieve di Castell’Arquato, civilmente rientrerà nella giurisdizione della “Valle di Tolla”.

12) Catinello: (il Campi dà Cativello) Località da porre presso la pieve, allora pavese, di Fontana Fredda di Cadeo. Nel 1264 l’abate Giovanni del monastero di Tolla, facendo delle permute con Ubertino Landi, concede un fitto nelle località bosco deffonderato e Catinello dipendenti, da Fontana Fredda. (Felice da Mareto fa coincidere il toponimo con Castelletto, ma si tratta, a mio avviso, di semplice assonanza).

13)  Cucullo: Potrebbe trattarsi di Cucullo presso la pieve di San Nazzaro (vedi sotto), perché il Monastero possedeva beni presso la pieve di San Pietro in Cerro e presso la pieve di Polignano, vicine a San Nazzaro.

14) Casale Barbati: Casal Barbato di Fontanellato (Parma).

15) Rivarioli (il Campi dà Ravanioli): Forse il nome è rimasto allo Stirone Rivarolo, tra Borla e Besozzola di Pellegrino Parmense (Parma ma in diocesi di Piacenza). (La forma Ravanioli è stata collegata da Pier Francesco Gandolfi con Ravazzoli di Sperongia, ma la stessa Sperongia risulta sicuramente già tollense al tempo di Berengario I).

16) Saliano (il Campi dà Soliano): Due documenti dell’825 e 827 parlano di un Saliano (Salliano) presso Suzzano, Larzano e Niviano di Rivergaro, ma non sembra che quello tollense vi corrisponda. Il toponimo tollense potrebbe essere collegato a Sariano di Gropparello per la frequente rotizzazione della labiale (la “elle” facilmente diventa “erre”). Non escluderei una localizzazione presso Borla, date le seguenti indicazioni. (1-SEGUE)

(ESTRATTO DA QUADERNI DELLA VALTOLLA, ANNO 2002)

UNA CORNICE SUGGESTIVA, GRUPPI MUSICALI ECCELLENTI, CLIMA PIACEVOLE.
Questo era l’ ambiente che si respirava ieri sera a Vigoleno.
Alle 21,30 un gruppo folk del sud ci ha deliziati con tarante, canzoni popolari antiche e musica da ballo tradizionale che ha scatenato il pubblico, coinvolto al massimo tributando ai musicisti lunghi applausi e ovazioni finali.
Alle undici un suggestivo allestimento ha messo in scena l’incendio della torre del castello con uno spettacolo pirotecnico ottimo.
A quel punto nelle piazze del borgo vi erano non meno di mille persone con il naso rivolto al cielo.
Subito dopo hanno attaccato gli “enerbia” …. un vero must della musica popolare locale sottolineato dal pubblico che ha apprezzato la loro ecletticità… interpretazioni al top di alessandrine e canti popolareschi.
Inutile citare una canzone, una suonata, inutile ricordare il talento di Maddalena e dei suoi musicisti…era semplicemente delizioso ascoltarli !!
Prima di loro, prima dell’ incendio della torre del castello, un gruppo folk dell’ Auvergne ( regione collinare e montanara centrale francese ) ci ha deliziato con esibizioni a suon di piva e strumenti antichi ottimamente suonati.
Javanaise di Gainsbourg e bourrée sorprendenti.
una serata da ricordare!!
Appennino folk festival/ Vigoleno un connubio da riverberare, da rendere permanente??? Per noi si!!!
Una serata, quella di ieri, di musica e danza che ci auguriamo si possa ripetere più spesso ( unico neo: ci siamo dovuto prendere le poche sedie disponibili nell’ oratorio e il resto in piedi…un neo perdonabile ma …)
Stasera si replica e martedì grande serata con 10 cover band che suonano per solidarietà ( le migliori cover band di Ligabue, Nomadi, Dire straits, Bon jovi, Vasco Rossi….).
Meraviglioso borgo, uno dei più belli d’Italia!!

Lo sapevate che in valdarda/valtolla è attivo un gruppo di ricerca archeologica denominato ” associazione archeologica Pandora della valdarda”??

dalla loro presentazione/relazione che alleghiamo con un file PDF si evince che ……

L’ASSOCIAZIONE ARCHEOLOGICA PANDORA DELLA VALDARDA E’ NATA DA UNA COSTOLA DELLA PANDORA DELLA VALTIDONE NEL 1997, E GRAZIE ALLA SENSIBILITA’ DELLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MORFASSO, CHE MISE A NOSTRA DISPOSIZIONE UNA SEDE APPROPPRIATA PER IL DEPOSITO DEL NOSTRO MATERIALE PRESSO L’EDIFICIO SCOLASTICO, ABBIAMO POTUTO ORGANIZZARE NELL’AGOSTO DEL 1997 UNA MOSTRA FOTOGRAFICA E VISIVA DEI REPERTI DA NOI SCOPERTI O RECUPERATI NELLA ZONA DELL’ALTA VALDARDA.
DOPO AVER FUNZIONATO DA DEPOSITO DEL MATERIALE ARCHEOLOGICO CHE DI MANO IN MANO VENIVA PORTATO ALLA LUCE, IN ATTESA DI VENIRE CATALOGATO DAI RESPONSABILI DELLA SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELL’EMILIA ROMAGNA, NELL’AGOSTO DEL 2004, L’ASSOCIAZIONE HA INAUGURATO L’AULA DIDATTICA OVE SONO ESPOSTI, IN APPOSITE BACHECHE, OFFERTE CON NOTEVOLE SFORZO DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, TUTTI I REPERTI ARCHEOLOGICI, CHE VANNO DAL PERIODO NEOLITICO AL MEDIOEVO, INVENTARIATI E CATALOGATI…….”

Abbiamo ricevuto un documento dal coordinatore del gruppo che pubblichiamo per intero come file PDF ( a risoluzione ridotta per poterlo gestire a mezzo internet) che vi darà l’esatta informazione delle attività svolte e dei progetti ( taluni nel frattempo iniziati o proseguiti) che sono di sicuro rilievo scientifico.

Archeologia, geologia, natura, storia, cultura…..radici…

Un museo archeologico per la valtolla??  ..A quando?? …Dove??

file allegato in PDF con la storia della Pandora della valdarda: clicca sul titolo per aprirlo >>>>>> STORIA DELLA PANDORA valdarda <<<<<<<<<<<

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Assistiamo sempre più spesso a confronti politici ” duri ” tra l’attuale Sindaco di Lugagnano Papamarenghi e  l’ ex storico Sindaco di Lugagnano, prof Lombardelli.

I due non si risparmiano critiche anche molto pepate…

Nei giorni scorsi abbiamo letto l’ennesima puntata e oggi, sempre su “Libertà”, erano ospitate diverse prese di posizione “bipartisan” o “neutraliste” di lugagnanesi.

Abbiamo pertanto  deciso di esprimere anche un nostro modesto parere a mezzo del blog.

Sicuramente all’ ex Sindaco, prof Lombardelli, non fanno piacere gli “addebiti” che gli contesta l’ ex delfino e ex assessore della sua passata amministrazione di centro sinistra,  ora Sindaco per una coalizione di centro destra, Papamarenghi.

Per questo interviene o replica,  a nostro modesto parere,  con toni che travalicano il comune senso del confronto ( …il comune senso del pudore….. Continua a leggere

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La valdarda, la meglio delle valli piacentine, quella grande che comprende due tra i borghi più belli d’ Italia si appresta ad ospitare una delle manifestazioni clou della stagione: rivivi il medioevo.

Pro-Loco di Castell’Arquato, in collaborazione con la Scuola d’Arme Gens Innominabilis, organizza l’11 e 12 settembre 2010, con il patrocinio del Comune di Castell’Arquato per il quinto anno consecutivo la manifestazione.

Una due giorni in cui sono ricreati diversi aspetti della vita medievale e che trova ideale collocazione nella cornice medievale di Castell’Arquato.

La volontà della Pro-Loco, infatti, è quella non di riproporre una semplice rievocazione storica, ma, di far rivivere a chi partecipa alcuni momenti tipici di quel periodo come il torneo in armatura, la vita in un campo, l’atmosfera dei mercati, le danze e i giochi.

Da cinque anni a Castell’Arquato si svolge questo evento che attrae sempre più visitatori (2009: affluenza stimata di circa 12.000 spettatori) e appassionati del medioevo.

Il programma:…… Continua a leggere

Tutti i nostri paesi sono ricchi di storia, la valtolla grande , estesa potrebbe raccontarne tante da riempire volumi e volumi.

Le storie potrebbero esser, come ovvio,  belle, brutte e tragiche.

San Lorenzo, frazione di Castell’Arquato, nel corso della sua millenaria storia ha vissuto tanti episodi tragici …..pochi quelli conosciuti, molti quelli raccontati.

Quelli conosciuti, importanti,  sono almeno due : l’uccisione di un frate nel convento del paese, oggi casa Salotti e l’uccisione della ” strega ” Margherita da parte di un “birro”.

Altri episodi sono stati raccolti dalla sola tradizione orale locale e raccontati in occasione del Filoss invernale, delle pause nel lavoro dei campi, delle riunioni di famiglia e tra amici….Il prete ucciso nei campi verso Lusurasco, alcuni tragici incidenti sul lavoro…..nel ’900….

Vi furono anche lunghi periodi di belligeranza, per interessi religiosi legate al possesso della cappelletta di Santa Franca, tra le parrocchie di San Lorenzo e Bacedasco che sfociarono in liti collettive, vandalismi tragici ecc….

Nel medioevo il castello venne dato…… Continua a leggere

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Ci sono paesi nelle valli piacentine dove manifestare la propria fede con un segno tangibile è tradizione consolidata.

Vezzolacca appartiene (alla grande) a questi paesi!

Ieri pomeriggio, domenica 29 Agosto 2010 alle 17, la popolazione ha assistito all’inaugurazione di una nuova, ennesima,  cappelletta (un mistadello) dedicata alla Madonna …di Lourdes.

Opera di 3 amici del borgo, Nando, Brunen e Libero, si tratta di una vera opera d’arte realizzata riutilizzando un vecchio e secolare tronco di un grande Castagno del posto entro il quale hanno ricavato la nicchia per la statua della Madonnina.

La cappelletta è stata rifinita  con un tetto a capanna in ciappe locali alla cui sommità è posta una croce stilizzata.

Non manca l’acqua corrente che sgorga…… Continua a leggere

Stamani leggendo ” libertà” abbiamo appreso che due fungaioli…ma potevano anche essere due escursionisti, due fotoamatori…due semplici visitatori, hanno subito atti di grave vandalismo contro le rispettive automobili parcheggiate in piazzette dove non davano sicuramente fastidio.

Erano anni che non sentivamo più parlare di gesti incivili e inutili come questi e la sorpresa è stata grande.

In ogni caso un gesto che ” allontana” il turismo, che allontana i visitatori di questi luoghi incantevoli …..compiuto solamente perché i due malcapitati raccoglievano funghi??

Ma se ne sono nati a frotte…e ne nasceranno ancora! Ma se la raccolta è autorizzata e regolata dalle  vigenti legislazioni …a cosa serve un gesto simile? Forse che l’autore/gli autori di simili gesti pensano di risolvere i problemi della montagna allontanando i “forestieri” fungaioli, cacciatori, visitatori, turisti, villeggianti?

Pensano forse che tagliando una pianta in un parco, distruggendo l’auto di un malcapitato fungaiolo, facendo dispettucci da ” ragazzetti ” ignoranti siano considerati ” in” …siano ammirati dal resto dei valtollensi?? Poveri illusi…..noi vi compatiamo e basta.

La nostra solidarietà al sig. Boiardi e all’altro fungaiolo che è voluto restare anonimo; la nostra solidarietà a tutti i montanari …quelli veri ( sono il 99% ) e non agli autori di questi gesti ….a questi omuncoli.

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Il Settembre di Vigoleno ha in serbo molte sorprese! Non che il resto dell’estate sia stata fiacca ma…..

Si comincia nel primo week end, dal 3 al 5, con la “notte di folli” Manifestazione di musica popolare e folk.

Apppuntamento venerdì 3 settembre, alle 21, 30, per la cena nel borgo dedicata al vin santo di Vigoleno, con intermezzo musicale che propone il repertorio dell’Appennino occidentale;

Sabato 4 settembre, alle 21, 30, “La notte dei folli”, notte di musica e danze tradizionali con uno dei più celebri musicisti europei, il giornalista bretone Patrick Bouffard, e il suo gruppo musicale. Partecipano……. Continua a leggere

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In Settembre si riparte a progettare e finalmente si “ragiona” attorno alla nostra grande riserva del piacenziano ( Sabato 4 settembre ore 9 presso il centro visite della riserva alla Torricella di Chivenna Rocchetta)

La casa naturale di migliaia di fossili, che lì giacciono da milioni di anni.

Dagli splendidi calanchi con forte impatto visivo, che incontriamo tra Castell’Arquato e Lugagnano Val d’Arda,  a quelli della Ciocca che in primavera si punteggiano di giallo per la presenza delle Ginestre fino a Diolo, Prato Ottesola, Chiavenna Rocchetta….. Continua a leggere

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Come tradizione vuole in Settembre, sabato 11 e domenica 12, Castell’ arquato rivive il suo medioevo!

Le vecchie torri del castello rivedono gente in arme, con lance, spade e scudi; cotte di ferro, mantelli e cavalieri.

Tutto il paese è coinvolto dal medioevo, lungo l’arda l’accampamento e i bivacchi della “soldataglia” accanto alle tende dei cavalieri, nella via Sforza Caolzio l’arte moderna “contrasta” e celebra il belpaese…in paese passeggiano pulzelle e popolani….

Proloco arquatese , gens innominabilis, i volontari….questa è la Castell’Arquato che è apprezzata! Questa fa parte delle iniziative che fanno la differenza.

Comune, Proloco e altre associazioni volontaristiche “producono ” tanti  eventi e iniziative e….ogni domenica, ogni week end ….il Paese si apre al turismo….produce “tempo libero organizzato”, promuove l’arte, la cultura, l’eno-gastronomia…

NEI PROSSIMI GIORNI PUBBLICHEREMO IL PROGRAMMA DETTAGLIATO

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Castell’Arquato con i suoi ristoranti, osterie, trattorie, bar, negozi di ogni genere, cantine, agriturismi, B&B, alberghi …accoglie tanti turisti e villeggianti.

Riprendiamo da “valdarda’s blog” il seguente annuncio proveniente dallo IAT e pubblicato ieri 24 agosto…

SABATO 28 AGOSTO 2010 ORE 22.00, nel Parco delle Driadi di Castell’Arquato, una serata music dance per giovanissimi, giovani e meno giovani.

L’unione sportiva dilettantistica USD ARQUATESE FOR 29014 organizza una grande serata Dance, have fun and drink responsibly”

Il Parco delle Driadi torna ad alzare il volume della musica!!!   Una serata organizzata dall’ USD Arquatese con la direzione artistica del Papana Cafè dove il Parco  si trasformerà in una grande discoteca all’aperto.

Dalle ore 22.00 ci faranno ballare: DJ Lemon Giobbe e DJ Max Contrucci con Underworld Tribute DJ set… La manifestazione ha come obbiettivo quello di sensibilizzare i giovani all’uso moderato dell’alcool ….per leggere l’intero comunicato digitate il seguente  indirizzo… http://www.valdarda.wordpress.com      …… oppure sul widget laterale di questo blog che vi permetterà di accedere direttamente all’articolo.

clicca per ingrandire (valtolla keynote)

RIPRENDIAMO DA ” VALDARDA’S BLOG ” L’ARTICOLO PUBBLICATO IL 13  AGOSTO…..

” Questo post vuol essere un piccolo contributo critico per una maggior valorizzazione dei castelli medioevali della nostra vallata, la Val d’arda, delle valli piacentine, della vicina Val Ceno.
Abbiamo appositamente visitato i due castelli museo di Castell’Arquato e di Bardi e indubbiamente sono da considerarsi una bellezza, dei veri gioielli che arricchiscono le nostre vallate collinari e montane.
Sono castelli difensivi, militari (Bardi anche residenziale) e ubicati in punti strategici delle rispettive vallate.
Imponenti e massicci hanno sempre avuto ruoli di primo piano nel governo delle zone.
Ora sono monumenti-musei come ve ne sono tanti in tutto il ducato e nel resto d’Europa …..affascinanti, misteriosi, unici!
Sono gestiti dai Comuni che non hanno, praticamente, nessun finanziamento adeguato per “mantenerli” in piena efficienza.
Tutto questo nonostante siano monumenti di importanza nazionale.
Come si può pensare che un piccolo comune ( e Castello e Bardi lo sono!) possa avere le risorse per far manutenzione a questi “colossi” immobiliari del Medioevo??…..”

( per continuare a leggere il resto andate sul widget laterale ” VALDARDA’S BLOG ” e accederete  al sito  ..andate a cercare nell’archivio del 13 agosto e buona lettura)

Bacedasco Alto, frazione del comune di Castell’Arquato:  la Pro-loco organizza la Festa dell’Uva e del Vino Venerdì, Sabato e Domenica, dal 27 al 29 Agosto.

Bacedasco Alto è una frazione di collina del comune, da sempre nota per l’uva e il vino.

Dalla Crocetta si prosegue per 6-7 km di strade collinari …tipo “langhe del Monterrato” e si entra in un microsistema di piccole alture  disposte disordinatamente tra Martani, costa, spedale e Paolini con stradine che salgono, scendono, risalgono…..attraversano un nucleo di case, un paesaggio di vigneti, un boschetto, costeggiano una siepe e si slanciano su un crinale…

Produttori rinomati, fino a pochi decenni fa, dell’uva da tavola Bianchetta…piccola, bolce, giallina e tanto buona, Verdea uva bianca  ottima per conservarla nei solai fino a tutto Natale e anche di Besgano…..che oggi non ci sono più…salvo qualche eccezione.

Bacedasco Alto,  sulla collina, con le sue stradine sul filo di costa assediato, per kilometri e kilometri, da vigneti vecchi e moderni, con tante……….. Continua a leggere

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